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La capra d'oro
Narra una leggenda che i nostri antenati Veneti o
Euganei, si sa che le leggende son sempre piuttosto imprecise, avessero
provveduto a far sotterrare, da qualche parte, una capretta d'oro
zecchino. Qualcuno dice grande come una capra vera, altri molto più
piccola. Fatto sta che la ricerca della capra d'oro ha sempre
accompagnato l'immaginario degli asolani, e sembra che più di qualcuno
sia partito, vanga in spalla, a rivoltar zolle sulle nostre colline. A
tutt'oggi nessuno ha ancora ritrovato il mitico animale. La leggenda
continua...
I foresti
Le caratteristiche strade ombreggiate che portano ad
Asolo prendono il nome di "foresti". Tale nome richiama la
presenza delle piante d'alto fusto che ricoprivano i bordi delle strade,
fornendo sollievo d'ombra e di fresco al viandante che affrontasse la
salita lungo i foresti. I foresti che portano ad Asolo sono quattro: il
foresto Vecchio, il foresto di Pagnano, il foresto del Casonetto e il
foresto Nuovo, quest'ultimo costruito all'inizio del secolo scorso.
Esiste un ulteriore foresto, il più corto e più diretto per giungere
ad Asolo, e forse per questa sua caratteristica si chiama Forestuzzo,
benchè il nome antico fosse foresto di Castelfranco.
Il tempio di Canova
Asolo fu sempre cara a Antonio Canova. Non solo per
ragioni affettive (sua nonna Caterina Ceccato era di Asolo), ma anche
per aver imparato il mestiere a bottega dai Torretti, famosi scultori di
Pagnano d'Asolo. E ad Asolo Canova vagheggiava di erigere il suo tempio,
sul colle di S.Anna, luogo ad egli caro infinitamente e meta dei suoi
passeggi. Meditava che esso fosse visibile fin da Venezia. Per questo,
nel 1804 il consiglio comunale deliberò di concedere a lui, "in
grazioso dono" il convento, ormai soppresso, dei frati cappuccini.
Il destino (nelle vesti del prevosto della Cattedrale, monsignor Claudio
Pasini) ci mise lo zampino, e la proposta del consiglio comunale rimase
tale. Il tempio canoviano fu poi eretto a Possagno, suo paese natale, e
Asolo perse quindi l'occasione di ospitare la grandiosa opera del sommo
scultore. |